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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Scritto da Oso (del 06/03/2006 @ 11:14:36, in Salute, linkato 1307 volte)

Continua la politica del “cosa mangiamo?”: il Senato ha definitivamente convertito in legge il decreto 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell’agricoltura, dell’agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d’impresa, che riporta, tra le altre cose, un importante decisione che sarà visibile a tutti. L’articolo 4 viene integrato dai seguenti commi:

4-quater. Al fine di prevenire le frodi nel commercio dell’olio di oliva ed assicurare una migliore informazione ai consumatori, è fatto divieto ai pubblici esercizi di proporre al consumo, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, olio di oliva in contenitori non etichettati conformemente alla normativa vigente.
4-quinquies. In caso di violazione delle disposizioni di cui al comma 4-quater, si applica a carico degli esercenti la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 3.000.

In pratica, care vecchie oliere addio, se un ristoratore vi porta una boccetta anonima potrebbe essere addirittura multato di 1000 euro. Individuare una corretta etichettatura per gli oli di oliva, non è semplice. L’Ispettorato Centrale repressione Frodi, l’organismo ufficiale deputato ai controlli della qualità dei prodotti agroalimentari, pubblica sul suo sito una guida (link) che riporta i modelli corretti e dei modelli che riportano i più comuni errori o non conformità. Una ulteriore risorsa è disponibile presso Unioncamere Unione Italiana delle Camere di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura (link).
Opinione critica: al produttore di olio non cambia nulla, faceva olio prima come ora, al massimo dovrà rivedere il design ed i volumi dei contenitori per adattarli all’uso nei ristoranti, chiaraente questo causerà un aumento del costo finale del prodotto. Tutta la responsabilità ricade sull’esercente, il quale dovrà garantire la qualità dell’olio utilizzato, ed anche in questo caso si avrà sicuramente un aumento del costo dei prodotti contenenti “olio di oliva”. Al consumatore non cambia nulla, si doveva fidare prima e si deve fidare anche adesso. D’altra parte nessuno di noi va in giro con gascromatografi o spettrofotometri UV, strumenti utilizzati per la verifica delle specifiche indicate in etichetta. Quindi, una disposizione a tutela della qualità del prodotto tutta a carico delle tasche del consumatore, con gli esercenti liberi di riempire delle belle bottiglie etichettate… come diceva qualcuno: a mettece na scritta ce so’ bboni tutti…!

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Scritto da Nith (del 06/03/2006 @ 09:01:09, in Arte Cultura, linkato 1514 volte)

(i.explorer)

Tante, tantissime critiche all'edizione di Sanremo 2006. Gli ascolti sono andati peggio del solito, almeno da quanto rivela il misterioso "auditel". Quindi un gran bel da fare per i giornalisti che hanno materiale in abbondanza per riempire giornali e riviste di opinioni e giudizi.
In realtà, a mio avviso, se consideriamo che Giorgio Panariello non è un presentatore bensì un comico, la conduzione non è stata affatto malvagia. D'altra parte se mettiamo un farmacista a curare gli animali invece che un veterinario, i risultati dovrebbero essere prevedibilmente scarsi. Panariello è un comico (tra parentesi non piace neanche a tutti) e nonostante ciò ha saputo "tenere" l'Ariston e l'edizione del festival di quest'anno con grande professionalità e simpatia.
Chi ha voluto mettere un comico al posto di un conduttore?E soprattutto perchè... I complottisti, che non mancano mai, parlano di un ritorno di Baudo per le edizioni future, dunque quest'anno doveva andare così, un Sanremo leggermente sottotono, come abbiamo potuto vedere nelle primissime serate.
Giorgio Panariello non si è perso d'animo, ha continuato senza scuse assumendosi le sue responsabilità e l'umiltà, si sa, paga sempre. Infatti dalla terza serata in poi gli ascolti sono risaliti, grazie anche agli ospiti illustri, come Orlando Bloom, Arnolodo Foà, Giancarlo Giannini,Andrea Bocelli, Eros Ramazzotti e Laura Pausini (questi ultimi due hanno caratterizzato la serata finale con un meraviglioso "Volare" di Modugno a due voci.
Ma vediamo più da vicino le varie performe degli artisti partecipanti. Ha vinto Povia, quello dei bambini che fanno ohh, con la sua "Vorrei avere il becco". Un faccia a faccia con il buon Zarrillo e gli ascoltatori hanno premiato i versi e le note del "piccione". Anche qui se ne sentono di tutti i colori, che è una canzone da zecchino d'oro, che non meritava la vittoria ecc.
A me personalmente piace. Anche il testo, che ci invita a ritrovare la forza dell'unione familiare, non è male (a proposito il breve montaggio che vedete all'inizio del post riprende, accompagnato dalle note di Povia, due piccioni in un momento magico sul cornicione di casa mia).
Grande performa anche per i nomadi che con una canzone sulla guerra, accompagnati in una delle serate anche da Roberto Vecchioni, si aggiudicano, meritatamente, il premio dei giornalisti.
Dunque questo festival ha visto trionfare la semplicità e i sentimenti, a dispetto delle edizioni passate, dove a vincere, più che i cantanti, i veri protagonisti di Sanremo, erano i SuperConduttori. 1 a 0 per Giorgio!

Tutti i vincitori delle edizioni precedenti

Tutti i testi dell'edizione 2006 e precedenti

Giorgio Panariello a proposito del festival di Sanremo: dell'Auditel non me ne frega niente! ... e il gran successo del finale gli da ragione.


Vorrei avere il becco

Vorrei avere il becco
Per accontentarmi delle briciole
Concentrato e molto attento
Si, ma con la testa fra le nuvole
Capire i sentimenti quando nascono e quando muoiono
Perciò vorrei avere i sensi per sentire il pericolo
Se tutti quanti lo sanno ma hanno paura che l'amore è un inganno
Oh, ce l'ha fatta mia nonna per 50 anni con mio nonno in campagna
Più o meno come fa un piccione
Lo so che e brutto il paragone
Però vivrei con l'emozione
Di dare fiducia a chi mi tira il pane
Più o meno come fa un piccione l'amore sopra il cornicione
Ti starei vicino nei momenti di crisi
E lontano quando me lo chiedi
Dimmi che ci credi e che ti fidi
Un giorno avevo il vento che mi accompagnava su una tegola
A volte sono solo e mi spavento, cosa cì fanno due piccioni in una favola?
Se tutti quanti lo sanno ma hanno paura che l'amore è un inganno
Oh, me l'ha detto mia nonna
«Lo sai quante volte non pensavo a tuo nonno?»
Più o meno come fa un piccione
E mica come le persone che a causa dei particolari
Mandano per aria sogni e grandi amori
Camminerò come un piccione a piedi nudi sull'asfalto
Chi guida crede che mi mette sotto
Ma io con un salto all'ultimo momento
Volerò ma non troppo in alto
Perché il segreto è volare basso
E un piccione vola basso
Ma è per questo che ti fa un dispetto
Ma è per questo che anche io non lo sopporto
Noi però alla fine resteremo insieme
Più o meno come fa un piccione
L'amore sopra il cornicione
Ti starò vicino nei momenti di crisi
E lontano quando me lo chiedi
Dimmi che ci credi
Ci sveglieremo la mattina, due cuori sotto una campana

Giuseppe Povia

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Scritto da Oso (del 03/03/2006 @ 11:23:20, in Tecnologia, linkato 4204 volte)

Tutto è cominciato quando ho visto le fotografie di Olivo Barbieri nelle raccolte tematiche dei progetti annuali Site Specific, foto aeree e panoramiche con un effetto molto particolare di Amman, Las Vegas; Los Angeles, Shanghai, Roma e New York.
Guardando le foto ho pensato che il particolare effetto fosse dovuto a delle manipolazioni digitali, tipo photoshop mediante la sfocatura di opportune aree, ma, visto che si tratta di fotografia professionale, lo escludevo. Ed infatti si tratta di una speciale tecnica definita “tilt shift” ottenuta mediante l’uso di speciali ottiche, come quella Nikon riportata nell’immagine a fianco.
Grazie all’estremizzazione della tecnica tilt shift, al cui proposito il sito nital pubblica un interessante tutorial, Olivo Barbieri riesce ad ottenere l’effetto “plastico” nelle sue foto aeree. Enormi spazi e città intere sembrano di fatto miniaturizzati e ripresi semplicemente con un ottica macro.
Essendo in procinto di effettuare un upgrade delle mie forniture fotografiche (penso infatti di procurarmi una reflex digitale, ma sono indeciso tra la Nikon D70s e la Canon 350d con leggera preferenza per la prima), questa questione mi interessa molto.
Tilt shift è anche una tag di Flickr, nella sezione dedicata si possono trovare numerosissimi lavori, tra cui anche quelli ottenuti con manipolazioni digitali applicazioni grafiche come appunto photoshop.
La modalità di selezione delle aree da sfocare risulta essere critica, infatti bisognerebbe utilizzare delle maschere a gradiente, utilizzare quelle predisposte non è vantaggioso.
Utilizzando Paint Shop ed anche Serif PhotoPlus (freeware), per passatempo, ho ottenuto un interessante effetto tilt shift semplicemente sfocando aree selezionate con la funzione lazo. Questo permette di selezionare selettivamente i piani, per poi sfocarli, senza perdere, anzi guadagnando profondità di campo.
Un ultima osservazione riguarda le luci i contrasti ed i colori: aumentando la luminosità ed il contrasto, ma soprattutto agendo sul bilanciamento dei colori (curve, gamma) si accentua drasticamente l’effetto plastico.
Ecco alcuni primi esempi su foto di Amsterdam, Praga e Pisa.





L'immagine che segue è postata da Dario..Complimenti!

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Scritto da Oso (del 01/03/2006 @ 12:58:38, in PocoBLog, linkato 888 volte)
Ecco il coro di vittoria della curva sud, completamente sbagliato da Francesco Totti a Sanremo.
Che figura!
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Scritto da Oso (del 01/03/2006 @ 12:50:34, in PocoBLog, linkato 1379 volte)

Chi ha i piedi non ha la testa… verità assoluta? Di certo però è più stonato di una campana!
Francesco Totti, er pupone, dopo avere assistito da una panchina al derby romano conclusosi con la netta vittoria della A:S. Roma, e dopo essersi lasciato andare all’entusiasmo con dichiarazioni a dire poco deliranti, approda a Sanremo ospite della moglie Hilary con la quale mette in scena un grazioso quadretto familiare. Con Panariello si parla del piccolo Cristian, della visita di Berlusconi, delle qualità di buon padre, ma la chicca, ossia la figura, arriva dopo: Totti si dichiara impegnato nell’incisione di un CD di cui canta un estratto (pop o pop o pop o po…), dicendo che è il coro del derby cantato dai tifosi della Roma!!! Come direbbe qualcuno: maddechè? Il coro di vittoria dei tifosi giallorossi è “Seven Nation Army” dei White Stripes! (per sentirlo vai al post dopo di questo)
Vorrei fare un appello non solo a nome di tutti i tifosi: chiedo a Totti di parlare solo quando è strettamente necessario, di non prendere iniziative personali, ma di farsi sempre consigliare prima di aprire bocca, evitando così figuracce per lui e le persone che rappresenta, grazie!
Un grazie particolare va al Portale Romanista, un vero e proprio tesoro per i tifosi della Roma, con innumerevoli file multimediali ed aggiornamenti sempre puntuali.
Ecco il file mp3 dell’intervento di Totti a Sanremo.

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Scritto da Nith (del 28/02/2006 @ 01:11:22, in Diario Pensieri Poesie, linkato 8496 volte)










Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel ch'ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio.
sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse 'l disio.
E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch'è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:
e quivi ragionar sempre d'amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i' credo che saremmo noi.


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Scritto da Oso (del 24/02/2006 @ 13:46:47, in Tecnologia, linkato 1691 volte)

La mancanza di creatività e la sindrome della pagina bianca, a qualcuno può capitare di incapparci. La creatività è merce preziosa, da conservare, cullare, stimolare e nutrire e poi… vendere!
Musicisti, scrittori, scienziati, artisti, tutti dipendono dalle scorte di questa ineffabile qualità, nascosta nei meandri della nostra mente, che poi si sa… non tutti hanno.
La creatività ci intrattiene, ci può facilitare la vita, ma può anche strappare un sorriso come per esempio nel caso degli Ig-nobel.
Tra le ultime invenzioni che mi hanno colpito recentemente c’è la ruota senza camere d’aria Tweel della Michelin: stesse prestazioni, ma addio forature,sarà disponibile a breve..credo.
Mentre tra le invenzioni che reputo più artistiche, il primo posto spetta sicuramente al tappo a corona, un oggetto così semplice ma, al tempo stesso, perfetto.
Mi capitò un libro, “Le più grandi invenzioni degli ultimi due millenni” di John Brockman, in cui molti esponenti della comunità scientifica vengono interrogati sull’argomento del titolo fornendo risposte interessanti e a volte inaspettate. Lo consiglio.
Il mondo delle invenzioni, tuttavia, non è sempre sobrio, razionale o pratico, ma, molte volte, anche bizzarro, curioso e folle. Il sito di Europa Creativa offre in visione la vendita di molti brevetti di articoli, accessori, veicoli, insomma di tutto un po’.
Una lista simile si trova anche sulla mostra della creatività, veramente tanti oggetti curiosi, eccone alcuni: l’orologio retrogradante, la barca a coda di pesce, la lavatrice lavapersone, il cucchiadito, la sigaretta che si accende da sola, accessorio per minzione, il mouse da piedi, le labbra da sera, ma anche oggetti molto più particolari...

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Scritto da Nith (del 23/02/2006 @ 13:54:06, in Salute, linkato 14202 volte)
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Scritto da Oso (del 23/02/2006 @ 12:02:37, in Eventi, linkato 1584 volte)

Ecco la scaletta del concerto tenutosi a Milano presso l'Alcatraz il 13.02.2006, unica data italiana.

01.Burning from the Inside
02.In the Flat Field
03.God in an Alcove
04.In Fear of Fear
05.Terror Couple Kill Colonel
06.Swing the Heartache
07.She's in Parties
08.The Passion of Lovers
09.Silent Hedges
10.Kick in the Eye
11.Hollow Hills
12.Rosegarden Funeral of Sores
13.Stigmata Martyr
14.Hair of the Dog
15.Dark Entries
16.All We Ever Wanted Was Everything
17.Severance
18.Transmission/St Vitus Dance
19.Bela Lugosi's Dead
20.Telegram Sam
21.Ziggy Stardust

Veramente un bellissimo concerto. Per gli appassionati ecco il link per la discografia completa. Nota alcuni file sono .mpc (cosa sono?).

Vedi anche il post di Lex sul concerto dei Bauhaus che abbiamo visto insieme!

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Scritto da Nith (del 21/02/2006 @ 16:40:14, in Eventi, linkato 1411 volte)


Dal 21 febbraio al 12 marzo 2006 al teatro delle Muse a Roma (zona P.zza Bologna) viene messo in scena lo spettacolo "Motel Capriccio" con Wanda Pirol (nella foto) e Geppi di Stasio. Il tema, e così pure la storia, sembra quantomai interessante, almeno a giudicare dalle parole di Geppi di Stasio, attore e regista di Capriccio Suite...

Negli anni Settanta e Ottanta, se vivevi da quelle parti, al Capriccio dovevi esserci stato almeno una volta, non avevi alternative. Forse potevi godere ai qualche sporadica assenza dei genitori che ti lasciavano libera la casa, ma dovevi comunque lottare con la riluttanza della fanciulla di turno che riteneva compromessa la propria moralità se accettava senza esitazione l'invito in casa. Al Capriccio no, al Capriccio andava bene, perché al Capriccio poteva far finta di credere che, girando in macchina, ci eri capitato per caso. Il vero Capriccio non era un albergo, né a ore né a qualsiasi altra cosa, il Capriccio è un posto panoramico eppure orribile, alle falde del Vesuvio dove gli innamorati adolescenti o promiscui che fossero, si incontravano in macchina per godere il più fugacemente possibile l'uno del corpo dell'altra.
Per me, quindi, il Capriccio è il luogo della memoria per definizione perché è quello delle prime, concrete emozioni; e non c'era neanche bisogno di prendere la patente per raggiungerlo perché da San Giorgio a Cremano, luogo della mia adolescenza, era raggiungibile anche in motorino.
Con le mie conclamate tendenze regressive, il Capriccio mi manca da morire, mi manca l'idea di poter dire semplicemente "sono stato al Capriccio" per dare l'idea esatta di quello che avevo fatto durante una prolungata assenza. E' per questo che ci ho scritto sopra questa commedia facendolo passare per un più comodo albergo per coppie clandestine, uno squallido ambiente dove, se stai bene, le mura della stanza possono sembrarti quelle di una suite di un grande hotel.
"Capriccio suite" è anche altro, però. E' la terza parte di una trilogia sulla mamma, una trilogia quasi autobiografica che cerca di raccontare le difficoltà di una vera crescita, del vero raggiungimento della "maturità" che si esplica attraverso l’allontanamento ideale dalla propria mamma. Per il protagonista di questa commedia, la mamma è diventata un'ossessione proprio per la sua fisica assenza; Geppi vuole crescere solo alle proprie modalità e non accetta di non avere entrambe le donne della sua vita; ed è per questo che la mancanza dell'una rischia di fargli perdere anche l'altra, è per questo che subito dopo il matrimonio, sua mamma un po’ egoisticamente sparisce e lui smette di desiderare sua moglie e cerca di riconquistarla costringendola a estenuanti viaggi da Roma, dove ormai vivono, al Capriccio, luogo della sua infanzia, fingendosi il suo amante citando smaccatamente Harold Pinter. E Nancy, per amore o per semplice superiorità femminile, si sottopone al gioco anglosassone che "…a Napoli non può funzionare!" come dice chiaramente Carmela, la funambolica cameriera dell'albergo che conosce la vita e sa quando trasformarsi in un surrogato di mamma per alleviare le sofferenze di lui a condizione, però, che domani si riprenda il cammino verso la crescita. Ma Carmela, per quanto puntuale nel sentenziare, rasenta l'inopportunità in quanto donna dall'estrazione umile.
Tutti e tre i personaggi sono la naturale conseguenza di quelli che li hanno preceduti, addirittura Carmela De Fazio richiama l'omonimo personaggio di un'altra mia fortunata commedia. Ma i collegamenti veri riguardano la trilogia e sono la forte regressione verso il materno che accomuna "Capriccio suite" e "Di donna ce n'è una sola" e la consequenzialità diretta tra "Capriccio suite" e "Ragù in agrodolce" di cui può essere considerata proprio il seguito, ma non c'è affatto bisogno di aver visto le altre due per assaporare questa commedia che resta, come le altre, un'opera a sé stante, definita e compiuta.

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