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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Scritto da Nith (del 26/04/2007 @ 14:53:23, in PocoBLog, linkato 1868 volte)
A tutti noi è capitato di vedere dei fermo immagine di goccie che cadono in uno specchio d'acqua e rimanere affascinati dalle forme geometriche naturali e perfette che si creano per alcuni nanosecondi... Meno noto invece è il risultato ottenuto da una piccola goccia di latte che sta per macchiare la nostra amata tazza di caffè. Godetevi lo spettacolo!








Tags: goccia, latte, caffè, sequenza, tazza, foto, Pocoblog
Scritto da Nith (del 24/04/2007 @ 16:08:00, in Eventi, linkato 729 volte)

Nella splendida e suggestiva cornice di Calcata, in provincia di Viterbo, mercoledì 25 aprile 2007 si svolge La Festa dei Precursori.
Il Circolo vegetariano di Calcata nasceva in questo periodo del 1984 e la ricorrenza viene festeggiata il 25 aprile, anniversario della Liberazione. Sarà un’occasione per rinfrescare la nostra libertà di pensiero e di azione. Ogni tanto si sente parlare di questo o quel congresso, di un qualche concilio, Kumba Mela od altro. Noi del Circolo non potevamo essere da meno ed è per questo che viene indetto, in occasione dei 23 anni dalla fondazione, un convegno per analizzare il passato e meditare sul nostro futuro. Coloro che fondarono nel borgo di Calcata il Circolo Vegetariano VV.TT. (quando il paese era pressocchè sconosciuto) misero nello stesso momento un punto fermo nella loro vita, che era un punto di arrivo in un luogo vergine dalle infinite possibilità e di partenza per realizzare un progetto di società ideale. Dopo questi primi 23 anni alcuni si son persi per strada, altri hanno modificato i loro sogni per un modello esistenziale più concreto o degenerato, altri ancora (come me) si sentono persino soddisfatti di quanto raggiunto e vogliono rilanciare quel processo di integrazione fra i vari modi di vita, quello urbano e quello campestre. In tal senso la crescita del Circolo vien vista come espressione di cultura, creatività e sopravvivenza ecologica. Fare un’analisi dello stato attuale delle cose, riconoscendo le sconfitte e le vittorie di un modello (come a tutti gli effetti è quello del Circolo) serve per aiutare la crescita, cercando nuove possibilità per una esistenza libera, sostenibile e gioiosa. Tutta questa riflessione avviene ne “La Festa dei precursori” in cui il modello ecologista, vegetariano e spiritualista laico sinora percorso verrà rivisitato e discusso. Si propone così una rassegna degli eventi vissuti in questi anni, verranno presentati i temi affrontati dalla fondazione ad oggi: denunce, foto, quadri, rassegne stampa, proposte, materiale vario che in parte verrà poi usato per la prossima pubblicazione di un libro.
Programma: ore11.00 – Passeggiata nella Valle del Treja alla ricerca di erbe commestibili; ore 13.30 – Picnic nel Tempio della Spiritualità della Natura e visione dell’archivio storico del Circolo; ore 15.30 - Incontro “amarcord” in Via del Fontanile snc. Per raccogliere esperienze del passato e progetti per il futuro. Intervengono i fondatori e vecchi amici.
il link per la traduzione è in fondo alla poesia
Llénate de mí. Ansíame, agótame, viérteme, sacrifícame. Pídeme. Recógeme, contiéneme, ocúltame. Quiero ser de alguien, quiero ser tuyo, es tu hora, Soy el que pasó saltando sobre las cosas, el fugante, el doliente.
Pero siento tu hora, la hora de que mi vida gotee sobre tu alma, la hora de las ternuras que no derramé nunca, la hora de los silencios que no tienen palabras, tu hora, alba de sangre que me nutrió de angustias, tu hora, medianoche que me fue solitaria.
Libértame de mí. Quiero salir de mi alma. Yo soy esto que gime, esto que arde, esto que sufre. Yo soy esto que ataca, esto que aúlla, esto que canta. No, no quiero ser esto. Ayúdame a romper estas puertas inmensas. Con tus hombros de seda desentierra estas anclas. Así crucificaron mi dolor una tarde.
Quiero no tener límites y alzarme hacia aquel astro. Mi corazón no debe callar hoy o mañana. Debe participar de lo que toca, debe ser de metales, de raíces, de alas. No puedo ser la piedra que se alza y que no vuelve, no puedo ser la sombra que se deshace y pasa.
No, no puede ser, no puede ser, no puede ser. Entonces gritaría, lloraría, gemiría.
No puede ser, no puede ser. Quién iba a romper esta vibración de mis alas? Quién iba a exterminarme? Qué designio, qué? palabra? No puede ser, no puede ser, no puede ser. Libértame de mí. Quiero salir de mi alma.
Porque tú eres mi ruta. Te forjé en lucha viva. De mi pelea oscura contra mí mismo, fuiste. Tienes de mí ese sello de avidéz no saciada. Desde que yo los miro tus ojos son más tristes. Vamos juntos. Rompamos este camino juntos. Ser? la ruta tuya. Pasa. Déjame irme. Ansíame, agótame, viérteme, sacrificarme. Haz tambalear los cercos de mis últimos límites.
Y que yo pueda, al fin, correr en fuga loca, inundando las tierras como un río terrible, desatando estos nudos, ah Dios mío, estos nudos, destrozando, quemando, arrasando como una lava loca lo que existe, correr fuera de mi mismo, perdidamente, libre de mí, Curiosamente libre. ¡Irme, Dios mío, irme!
traduzione
Tags: Pablo Neruda, poesie, rotta, forgiare, liberazione, amore, Pocoblog
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Mémoire Le temps érode les images, les souvenirs Avec lesquels nous ne pensions pas pouvoir vivre; Il ne nous en laisse qu'une amertume triste; Et quelques points sensibles, à ne pas toucher. On regretted parfois de ne plus en souffrir, Tellement ils méritaient que l'on s'en souvienne. C'est la vie qui s'en va de nous, c'est une absence Qui nous lasse plus seul, sans peine, sans amour. |
Memoria Il tempo corrode le immagini, i ricordi Senza i quali noi pensiamo di non poter vivere Esso non ci lascia che un'amarezza triste E qualche punto sensibile, da non toccare Ci dispiace, talvolta, d'aver smesso di soffrirne Talmente meritavano di esser ricordati E' la vita che se ne va da noi, è un'assenza Che ci lascia più soli, senza pena, senza amore. |
Desiderium
Le désir se nourrit d'absence, de regrets, De la violence des rencontres difficiles Du souvenirs moins pur que la réalité, Et, toujours, de la peur d'avoir perdu l'amour.
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Desiderio
Il desiderio si nutre di assenze, di rimpianti,
Della violenza degli incontri difficili Dei ricordi piuttosto che della realtà E, sempre, della paura d'avere perduto l'amore.
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Le départ des amis
Il est dans mon destin de choisir mes amis Parmi ceux-là qui passent, Et de me trouver seul aux heures où la vie Blesse mon ame lasse.
L'attirance des ports apelle les naufrages Sur mon jeune horizon; Comme ils sont nobles, fiers et beaux les chers visages Des amies qui s'en vont!!
Je dis avec orgueil vos noms dans mon silence Et vous m'apparaissez Oh! Vous tous,qui, parties avec mon enfance, Etres dans mon passé.
Mes amis, mes amis! Vers l'inquiétante Afrique Bientot je partirai Fasse l'amer souci que mon sort nostalgique Vous retrouve à jamias.
Car ce soir la pensée intense qui me brule Au coeur de tant d'amour, Me raméne vers vous comme le crepuscule Triste, achève le jour. |
La partenza degli amici
Fa parte del mio destino scegliere gli amici Fra coloro che passano, e ritrovarmi solo nelle ore in cui la vita Ferisce la mia anima stanca.
L'attrazione dei porti chiama i naufraghi Sul mio giovane orizzonte Come sono nobili, fieri e belli i cari visi Degli amici che se ne vanno!
Ripeto con orgoglio i vostri nomi Immerso nel silenzio E voi mi apparite Oh! Voi tutti che siete svaniti con la mia infanzia Esseri del mio passato.
Amici, amici! Verso l'inquietante Africa presto partirò Possa io ritrovarvi sempre facendo fronte all'amaro dolore Del mio destino nostalgico
Poiché stasera il pensiero intenso che mi brucia nel cuore di tanto amore Mi conduce verso di voi come il crepuscolo Triste, conclude il giorno. |
Tratto da: Louis Brauquier - Il Poeta del mondo meticcio di Marsiglia, di Francesca Mazzucato(scarica gratuitamente il libro in formato elettronico) Tags: Louis Brauquier, poesie, Pocoblog
Quando avevi la mia età avevo cinque anni. Mi portaste in Africa, il primo viaggio lungo. Mi trattavi già da adulto e m'hai insegnato, in una piscina e poi al mare, a tuffarmi..che conquista. Eri allegro e solare. Ottimista sempre, anche nei momenti peggiori. Me li hai fatti vivere consapevolmente ma con dignità, serenità e coraggio.. Portavi ovunque sempre allegria, ti piaceva parlare e ascoltare e partecipavi sempre con gioia a tutto, quando si stava insieme agli altri, in famiglia o con gli amici. M'hai insegnato cosa significa amare, amare veramente, senza distinzioni e mai a parole ma con l'esempio, nel quotidiano, giorno per giorno.. e così facendo m'hai anche insegnato ad essere padre, in qualche modo.. Quando abitavamo a Roma, di sera in cucina sulle tue ginocchia, mi leggevi le storie della bibbia. Avevo appena iniziato le elementari e hai cominciato a parlarmi in inglese, le prime parole. Mi portavi con te, in mezzo ai boschi e una volta m'hai anche fatto sparare...che dolore il rinculo del fucile sulla spalla e tu e Carlo che ridevate. M'hai dato fiducia, avevo appena 11 anni e mi facevi attraversare la periferia e la città per finire la scuola dove l'avevo iniziata, che orgoglio.. Quando andavamo in giro mi insegnavi ad osservare, ad apprezzare ciò che c'è intorno, avevi una storia sempre per ogni cosa e conoscevi ogni singola fontanella di Roma. Portavi me e i miei compagni, cui piacevi tanto, in giro per la città a spiegarci monumenti come ai turisti. M'hai messo le rotelle alla bici...e un bel giorno me le hai anche tolte, quanti pianti, ma non me le hai rimesse, solo una, per mezz'ora, poi l'hai ritolta subito... ed ho imparato ad andare in bicicletta quel giorno Mi portavi sulla tua bicicletta, una bottecchia verde bottiglia, su un minisellino montato sulla canna, che paura, ma me l'hai fatta passare e quanto ci piaceva passare sul ponte di ferro, dove la bici vibrava e noi ridevamo. E quando andavamo allo zoo, col tram. Ci mettevamo al centro, dove c'è la piattaforma che gira..e gira.. e gira. La scuola era più scuola a casa che a scuola, sapevi sempre tutto però dicevi che non potevi vincere ai quiz perchè eri diventato lento coi riflessi... M'hai insegnato che quando viene da dire "non ce la faccio più", si può ancora fare quello sforzo per altre dieci volte, è stato uno dei consigli tuoi più preziosi e che nella vita m'è servito di più. Sono infinite le cose che m'hai tramandato, a volte velate, a volte svelate, che ho capito crescendo e che ancora oggi mi giungono.. come la luce delle stelle. Buon compleanno vecchio mio! Tags: compleanno, padre, aprile, dedica, nascita, morte, Pocoblog
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07/09/2010 @ 17.37.04
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