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Raddoppia la gioia, dimezza il dispiacere: neuroscienza e amicizia
Scritto da Nith (del 23/03/2007 @ 09:28:01, in Salute, linkato 1804 volte)

Anche stavolta non ho saputo resistere alla tentazione di tradurre (con l'aiuto di Gorny) questo articolo trovato su Adbusters magazine
Il taglio è molto divulgativo con riferimenti scientifici. L'argomento invece è molto più naturalmente vicino a noi tutti. Si parla di amicizia e relazioni sociali, dal punto di vista delle neuroscienze.
Ciò che mi colpisce di questo, ma anche di altri articoli del genere, è la capacità della scienza di analizzare dinamiche psicosociali ed individuali profonde e naturali e dargli una struttura organica, logica ed in qualche modo dimostrabile, scientifica appunto. Non a caso il ponte che unisce la neuroscienza alle scienze meditative, occidentali ed orientali, è ricercato da molti ed attraversato da alcuni. Personalmente trovo estremamente affascinanti i punti in comune di due discipline apparentemente così lontane. Le reazioni chimiche nel nostro corpo ci sono sempre state e così pure l'amicizia e così anche la più o meno consapevolezza in ognuno di noi di quanto siano importanti queste relazioni. Focalizzare tuttavia l'attenzione su come tutti questi aspetti siano legati tra loro attraverso qualcosa di intangibile e sul quale possiamo esercitare la nostra influenza, volontà, empatia può essere interessante. Ancor di più se determinate esperienze si ha modo di sperimentarle sulla propria pelle, come dire, da dentro. Una sorta di conferma scientifica che ciò di cui a volte sentiamo il bisogno corrisponde proprio ad una necessità chimico/fisica, psichica e spirituale profonda. Un po' come l'aver voglia di mangiare qualcosa che poi, senza neanche rendercene conto, è proprio ciò che serve al nostro organismo. Buona lettura!


Raddoppia la gioia, dimezza il dolore: neuroscienza e amicizia

Una giovane donna, col viso pieno di lacrime, alza il telefono per chiamare la sua migliore amica. Ha appena perso il suo primo lavoro ben pagato ed è sopraffatta dal dolore e dai sensi di colpa. Come farà a ripagare tutti i suoi debiti? Che cosa diranno i suoi genitori quando lo sapranno? La donna si lascia prendere dal panico mentre spiega la situazione.

La sua amica, ascoltando pazientemente dall’altra parte, le offre una risposta inaspettata:

“Bene”.

Il viso impressionato della donna si distende in una confusione più ampia

“. . . Bene?”

“Si. E’ stato un bene che ti hanno lasciato andare. So che lavoratore indefesso sei e qualunque capo che non se ne accorge, non ti merita” Ogni pensiero di suicidio svanisce immediatamente e viene sostituito da uno stimolo di rilievo.

“Veramente?”

“Seriamente. Questa compagnia probabilmente andrà male comunque. Andiamo a bere qualcosa per brindare. Le lacrime continuano a scendere giù per le guance, adesso però miste a risate.

“Hai ragione – Mi sento tanto meglio adesso. Grazie”

Probabilmente avete avuto una simile esperienza nella quale un amico o un familiare vi hanno aiutato a superare und situazione difficile. Si sa da molto tempo che l’amicizia può servire come polmone per le avversità della vita, ma solo recentemente abbiamo scoperto un meccanismo scientifico sul perché i nostri pensieri ed emozioni sono così fortemente condizionati dalla gente intorno a noi. Una classe di cellule del cervello, scoperto solo di recente, conosciuti come “neuroni a specchio” rivela la verità del vecchio proverbio che un amico fedele è la medicina della vita.

Il neuro-scienziato Giacomo Rizolatti e i suoi colleghi dell’Università di Parma hanno scoperto i neuroni a specchio mentre studiavano l’attività del cervello delle scimmie macachi. Rizzolatti scoprì che una parte del cervello delle scimmie si accendeva quando osservava l’attività di un’altra scimmia: più che semplicemente rispondendo a degli stimoli, l’attività del cervello della scimmia iniziava a rispecchiare quella dell’altra scimmia, come se facesse quelle azioni egli stesso.

Questa scoperta è stata come una raggio di sole nel buio della psiche umana che ha contribuito a far luce su enigmi come enfasi, imitazione ed esperienze divise. Questo spiegava anche perché le persone che sono circondate da amici sembrano vivere più a lungo e si riprendono più velocemente dalle avversità della vita da quelli che vivono isolati.

“Lo stato emozionale delle nostre relazioni principali hanno un impatto significativo sulla nostra attività cardiovascolare e neuro-endocrina” dice John T. Cacioppo, direttore del Center for Cognitive Neuroscience. “La mia ostilità alza la vostra pressione del sangue, il vostro amore gentile abbassa la mia”. Quando la moglie di un paziente di cancro sorride al marito mentre gli tiene la mano, il suo cervello (di lui) capta le sue emozioni e rispecchia la sua calma e rassicurazione. Questa interazione abbassa la pressione sanguigna, rinforza il sistema immunitario e promuove la guarigione.

Nel suo libro Vital Friends, Tom Rath menziona uno studio del Duke University Medical Center nel quale i pazienti che soffrono di disturbi cardiaci, che hanno vissuto socialmente isolati (quattro amici o meno), avevano il doppio delle possibiltà di morire in confronto ai pazienti con un forte network di amici e famiglia. Nessun altro fattore come stress, stato sociale, guadagno, gravità della malattia aveva tanta influenza sul tasso di mortalità quanto i rapporti sociali o la loro mancanza. Altri studi hanno scoperto che l'isolamento sociale causa altrettanti effetti negativi sulla salute quanto il fumare, la pressione alta, l'obesità e l'abuso di droghe.

La scoperta capita in un momento cruciale. Rivaluta lìamicizia e con essa tutte le qualità umane non tangibili di gentilezza e simpatia, che tendono a essere sacrificati dal benessere materiale e dal successo nella carriera. Nell’edizione di luglio 2003 di Vogue, Katrina Heron, prima editore di Wired editor, dice di ridurre le sue relazioni personali a “investimento mondiale o “ spreco di tempo”. Se si considerano migliaia di dollari di spese sanitarie e le aspettative di vita, circondarsi di amici, è un investimento ad altissimo ritorno.

La scienza mostra che l’amicizia è fondamentale per la vita. Più che il numero di nomi nella vostra rubrica, la reale misura dell’amicizia sta nella nostra capacità di sentire la gioia e il dolore di un altro come nostro. Il professore John Slatin del “The Leukemia Letters,” University of Texas scrive sul New York Times un articolo sui neuroni-specchio ed il loro effetto sulla salute umana. Le sue parole confermano il potere di guarire di una genuina amicizia che nessun farmaco o dieta possono replicare:

“I neuroni-specchio lavorano in entrambe le direzioni. Io mando una post sulla difficoltà di aspettare, aspettare (le cure mediche, classiche), e entro qualche ora le voci ritornano: siamo qui con te, anche noi aspettiamo. Come è sorprendente, come è bello”.

Jenny Uechi

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