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Cancellare il dolore del passato
Scritto da Nith (del 21/03/2007 @ 16:33:51, in Salute, linkato 3401 volte)


Ieri mattina, sfogliando i vari feed che la rete ci offre, mi sono imbattuto in questo articolo su abc news, una interessante rivista in in rete.
L'articolo in questione tratta di sindromi da stress post traumatico, illustra alcune ricerche messe a punto per ridurre e addirittura cancellare dalla memoria i ricordi più nefasti attraverso l'uso di un farmaco.
A me vengono i brividi solo a pensarci. Capisco che alcune persone passano attraverso esperienze aberranti ma bypassare la fase di rielaborazione del trauma, semplicemente prendendo una pillola, può davvero essere considerata una strada praticabile? Secondo me no ma leggiamo l'articolo che Gorny ha tradotto per PocoBLog. L'articolo originale è qui.

Gli Scienziati stanno sviluppando dei farmaci che potrebbero eliminare gli eventi traumatici dai nostri ricordi

Perché i ricordi dolorosi tornano a perseguitare soldati ed altri che hanno vissuto esperienze traumatiche?
GliScienziati dicono che c’è molto da scoprire su come il cervello immagazzina e rilascia ricordi (abc news).

di RUSSELL GOLDMAN

20 marzo 2007 - “Lo prenderei in un secondo”, dice il sergente Michael Walcott, un veterano della guerra dell’Iraq, riferendosi ad un farmaco sperimentale con il potenziale di colpire ed eliminare ricordi traumatici.
Walcott, che faceva servizio in un’unità di trasporto con base a Balad e che veniva regolarmente colpito da fuochi di mortaio, ora soffre di malattie di stress post-traumatico. Da quando è ritornato negli Stati Uniti due anni fa, egli ha preso grossi quantitativi di antidepressivi e ha frequentato una terapia di gruppo. Ora sta cercando di rimettere a posto la sua vita e di curarsi dalle cicatrici della guerra. “Ci sono dei momenti”, dice, “quando vuoi essere soltanto da solo e non vuoi frequentare nessuno che ti dice che sei cambiato”.
Ci sono molte persone come Walcott. L’esercito stima che un soldato su otto che ritornano dalla guerra nell’Iraq, soffre di malattie da stress post-traumatico. I sintomi, un tempo conosciuti come shock della conchiglia, includono flashbacks, incubi notturni, sensazione di slegatezza, irritabilità, problemi di concentrazione e insonnia.
Molto sul perché i ricordi traumatici ritornano a perseguitare i soldati e quelli che sono passati attraverso eventi traumatici, rimane sconosciuto. Gli scienziati dicono che il motivo è che si sa poco su come il cervello immagazzini e richiami i ricordi.
Nei loro primi sforzi di capire il modo in cui la memoria di corto periodo diventa memoria di lungo periodo, gli scienziati hanno accertato che alcuni farmaci possono interrompere questo processo. Questi stessi farmaci, dicono gli scienziati, possono essere usati non solo nell’immediato post-evento traumatico, come un attacco di fuoco da mortaio, uno stupro o un incidente automobilistico ma anche molti anni più tardi quando una persona è perseguitato dai ricordi di un evento.
La speranza è che un paziente che soffre di disturbi post-traumatici, possa collaborare con uno psichiatra e focalizzare l’evento traumatico, prendendo uno di questi farmaci e poi, pian piano dimenticare questo evento. Con questa speranza arrivano però anche una serie di problemi etici. Che cosa forma la nostra personalità, l’essenza di chi siamo come individuo, se non l’insieme delle nostre esperienze?
“Questo è ancora tutto preliminare” dice il Dr. Roger Pitman, uno psichiatra della Harvard Medical School. “Siamo solo agli inizi. Ci sono dati promettenti, ma nessuna conclusione”.
Una grande parte delle ricerche viene effettuata da Pitman su essere umani nel Massachusetts General Hospital e si concentra sull’alterazione della memoria nell’immediato periodo dopo uno specifico tipo di evento traumatico, incidenti automobilistici. Alle persone che arrivano nella stazione intensiva dell’ospedale viene prescritto il farmaco propranolol o un placebo.
In origine, il propranolol era sviluppato per trattare la pressione alta, ma i suoi effetti sull’ormone dell’adrenalina lo rendeva conosciuto tra gli attori che cercavano di combattere la paura del palcoscenico. Gli scienziati lo stanno attualmente sperimentando nelle ricerche sulla memoria.
"C’è un periodo di tempo in cui impari qualcosa prima di immagazzinarlo” spiega Pitman. "Questo si chiama consolidazione."
Alcune ricerche hanno dimostrato che gli ormoni dello stress, particolarmente l’adrenalina, rendono questo processo più veloce e intensivo.
"Per questo motivo ricordi meglio che cosa avevi fatto la mattina dell’ 11 settembre piuttosto che quella dell’11 agosto” dice.
Alcuno scienziati credono che le malattie da stress post-traumatico sono il risultato di troppa adrenalina che entra nel cervello nel momento in cui la memoria di un evento traumatico viene consolidata o immagazzinata per la prima volta.
Ma, “il vero argomento caldo”, dice Pitman, non é la consolidazione, ma la riconsolidazione, il processo nel quale un vecchio ricordo viene richiamato e la stessa “finestra di opportunità” di alterarlo con farmaci si apre per una seconda volta.
Per portare i soldati o altri che hanno vissuto esperienze orrende (harrowing experiences), a ricordare le loro esperienze traumatiche attraverso terapie di conversazioni, la teoria funziona e la possibilità di catturare e eliminare questi ricordi, è concreta.
La riconsolidazione rimane una teoria controversa secondo Pitman, ma Joseph LeDoux, uno psicologo del New York University's Center for Neural Science, dice che i suoi recenti esperimenti sui ratti evidenziano possibilità reali.
LeDoux non sta cercando di creare un farmaco per curare essere umani. Per lui, il farmaco specifico non é importante. E’ importante capire il processo con il quale i ricordi sono trattenuti ed alterati.
"L’ idea é che I ricordi sono vulnerabili. Possono essere migliorati o indeboliti. Il punto principale è che stiamo cercando di capire come funziona tutto questo, piuttosto che lavorare con un farmaco".

Un uragano etico - "Il genio nella bottiglia"

Ma l’idea di rafforzare o indebolire la memoria delle persone, porta a molti dubbi di natura medico etica.
Il Presidente del Consiglio di Bioetica ha condannato le ricerche sull’alterazione della memoria. Il National Institutes of Health, comunque, ha effettuato alcuni esperimenti che usano il propranolol per la cura delle malattie da stress post-traumatico, e Pitman dice che ha ottenuto la garanzia dall’esercito per iniziare ricerche similari con i veterani dell’Iraq.
"Ci sono diverse grosse preoccupazioni” nel produrre questo tipo di farmaco, dice Felicia Cohn, un eticista della medicina all’ University of California nell’ Irvine's School of Medicine. "E’, l’atto di alterare le memorie, un’ intervento medico appropriato? Si chiede.
Un’altra serie di domande è dedicata alle conseguenze. “Quali sono gli effetti dell’alterazione della memoria di una persona, senza che cambi il contesto nel quale essa vive. Possiamo cancellare nella memoria di una ragazza il ricordo di uno stupro ma le persone intorno a lei ancora sanno e possono inavvertitamente ricordarglielo”, dice Cohn.
"Diventa una questione da genio nella bottiglia. Quando un farmaco divento disponibile per il pubblico, questo può essere usato in modo appropriato e non appropriato. La gente potrebbe andare dal medico per dimenticare che ama il cioccolato. E’ soltanto per le vittime di malattie da stress post-traumatico e stupri? Dov’è la linea di confine? Chi deciderà che cosa è sufficientemente orripillante?

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