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Lo scacco matto come via di liberazione. Ascoltando AndreaRa e giocando con penna e… dado
Scritto da Nith (del 23/08/2006 @ 20:40:56, in Diario Pensieri Poesie, linkato 1537 volte)

 


Risposta, tra le righe, alla domanda su ateismo e spiritualità e lettera aperta a tutti gli amici, a cominciare da me stesso

La sconfitta è sempre tale se considerata in tutta la sua dimensione e contesto?

C’era una storiella, dell’uccellino sepolto dalla merda di una vacca la quale era soccorsa in suo aiuto per proteggerlo dal freddo. Dopodiché l’uccellino iniziò a lamentarsi del caldo e pregò qualcuno di toglierlo da lì. Passava una volpe, tirò fuori da lì l’uccellino di cui aveva sentito il lamento, e poi se lo mangiò. Morale della storiella “non sempre chi ti mette nella merda lo fa per farti del male e non sempre chi ti toglie dalla merda lo fa per farti del bene”.

A volte, spesso direi, i diversi punti di vista sono assai più numerosi di quelli che siamo abituati ad osservare e a vedere (proviamo ad immaginare un comune dado da gioco... mentre lo osserviamo scorgiamo due o tre facce ben visibili…le altre sono nascoste. Un dado non è un dado se non è fatto come un dado ossia da sei facce regolari. Non esiste un dado con sole tre facce, anche se ne vediamo solo tre o al massimo quattro.

Manca dunque, a chi più e a chi meno, nel nostro modo di vivere, la capacità o meglio l’elasticità nell’osservare lo stesso fenomeno da diversi punti di vista se non da quelli che nell’immediato ci sembrano gli unici possibili, poiché pesano, in qualche modo, emotivamente sulla nostra condizione in relazione a ciò che stiamo vivendo. E’ chiaro che corriamo il rischio molto probabile di non esperire, nel nostro modo di vivere, tutte le dimensioni che compongono i diversi punti di vista nella loro totalità ed unicità, con completezza. Ogni punto di vista, per quanto strano possa sembrare (la stranezza potrebbe essere legata alla non abitudine a quel punto di vista), reca innumerevoli spunti arricchendo di molto il nostro sentire, il nostro pensare, il parlare e le azioni che compiamo nell’approccio ad una qualsiasi vicenda umana, individuale, interiore, comune a più persone, a più gruppi sociali e così via. Il nostro bagaglio cognitivo e sensoriale, avendo la capacità di osservare, assorbire ed elaborare in maniera sana tutti i punti di vista nascosti dietro l’angolo, sentirà questa unione come cosmica.

Cosmica poiché si ha più facilmente l’idea e la sensazione di essere un tutt’uno con ciò che viviamo, con ciò che ci circonda e di cui facciamo parte.

Questo approccio alla vita in tutte le sue forme, che oserei chiamare olistico, si avvicina molto credo alle elevazioni spirituali che possono recare le arti per esempio, ma anche l’arte di vivere di per sé a pensarci bene. Anche i percorsi mistici divengono tali quando chi li esperisce in maniera sana sente di vivere un tutt’uno armonioso col cosmo intero. Poi mi viene in mente il viatico della cura per arrivare dalla malattia alla salute, non è forse anch'esso o esso stesso un percorso iniziatico che eleva la persona? Pensare o dire che non sempre è possibile potrebbe essere un errore poiché non abitua la mente a concepire progressi. Inoltre potrebbe viziare la mente a non riconoscere nella capacità di convivere in maniera sana con una determinata condizione la natura stessa del processo di guarigione.

L’opportunità offerta da questa apertura è chiaro che può nascondere delle insidie. Sono rappresentate anche dall’aumento dei flussi informativi, che mettiamo in campo quando siamo disposti ad osservare oltre i nostri punti di vista abituali e dalla capacità di gestirli. Proprio per ciò occorrerà nel contempo affinare l’abitudine a gestire in maniera più semplice questo surplus energetico. La semplicità è una chiave di lettura importante poiché permette l’accesso alle zone di ombra, tanto più presenti quanto più siamo chiusi alla vita, in maniera morbida e apre la strada a nuovi punti di vista. Questo ci rende più facilmente predisposti alla consapevolezza su tutti i livelli. Fisico, mentale e spirituale. Possiamo negare l’esistenza di Dio e questo può essere sano ateismo. Possiamo negare l'esistenza e l’importanza della salute a livello fisico, mentale e spirituale? Ossia nella completezza delle sue forme: dalla bellezza all’entusiasmo e all’intuizione; dalla consapevolezza alla positività; dall’armonia alla bontà?

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