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Una questione di etichetta
Scritto da Oso (del 06/03/2006 @ 11:14:36, in Salute, linkato 1322 volte)

Continua la politica del “cosa mangiamo?”: il Senato ha definitivamente convertito in legge il decreto 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell’agricoltura, dell’agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d’impresa, che riporta, tra le altre cose, un importante decisione che sarà visibile a tutti. L’articolo 4 viene integrato dai seguenti commi:

4-quater. Al fine di prevenire le frodi nel commercio dell’olio di oliva ed assicurare una migliore informazione ai consumatori, è fatto divieto ai pubblici esercizi di proporre al consumo, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, olio di oliva in contenitori non etichettati conformemente alla normativa vigente.
4-quinquies. In caso di violazione delle disposizioni di cui al comma 4-quater, si applica a carico degli esercenti la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 3.000.

In pratica, care vecchie oliere addio, se un ristoratore vi porta una boccetta anonima potrebbe essere addirittura multato di 1000 euro. Individuare una corretta etichettatura per gli oli di oliva, non è semplice. L’Ispettorato Centrale repressione Frodi, l’organismo ufficiale deputato ai controlli della qualità dei prodotti agroalimentari, pubblica sul suo sito una guida (link) che riporta i modelli corretti e dei modelli che riportano i più comuni errori o non conformità. Una ulteriore risorsa è disponibile presso Unioncamere Unione Italiana delle Camere di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura (link).
Opinione critica: al produttore di olio non cambia nulla, faceva olio prima come ora, al massimo dovrà rivedere il design ed i volumi dei contenitori per adattarli all’uso nei ristoranti, chiaraente questo causerà un aumento del costo finale del prodotto. Tutta la responsabilità ricade sull’esercente, il quale dovrà garantire la qualità dell’olio utilizzato, ed anche in questo caso si avrà sicuramente un aumento del costo dei prodotti contenenti “olio di oliva”. Al consumatore non cambia nulla, si doveva fidare prima e si deve fidare anche adesso. D’altra parte nessuno di noi va in giro con gascromatografi o spettrofotometri UV, strumenti utilizzati per la verifica delle specifiche indicate in etichetta. Quindi, una disposizione a tutela della qualità del prodotto tutta a carico delle tasche del consumatore, con gli esercenti liberi di riempire delle belle bottiglie etichettate… come diceva qualcuno: a mettece na scritta ce so’ bboni tutti…!

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