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Quote rosa... addio!
Scritto da Oso (del 24/01/2006 @ 16:30:16, in Economia Politica Societa', linkato 1739 volte)


Cala il sipario sulle “quote rosa”, oggi 24 gennaio 2006 il Senato della Repubblica ha espresso il suo parere sul discusso DDL partorito dalla leggiadra ministra Stefania Prestigiacomo: 41 si, 34 no alla richiesta di ritorno alla Commissione Affari Costituzionali. Quello che impressiona è il numero degli assenti: 245 senatori assenti, duecentoquarantacinque!!!... a testimonianza della fondamentale importanza del decreto stesso, di cui, per maggiore chiarezza, ne riporto di seguito il testo:

SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE RECANTE “DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PARI OPPORTUNITA’ TRA UOMINI E DONNE NELL’ACCESSO ALLE CARICHE ELETTIVE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI E DEL SENATO DELLA REPUBBLICA”.
Articolo 1
(Disposizioni in materia di pari opportunità tra uomini e donne nell’accesso alle cariche elettive della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica).
Per la prima e la seconda elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, successive alla data di entrata in vigore della presente legge, in ciascuna lista di candidati ogni sesso non può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati della lista medesima. In caso di quoziente frazionario si procede all’arrotondamento all’unità prossima. Nel caso in cui la presentazione delle candidature debba avere luogo per gruppi di candidati, la medesima proporzione deve essere rispettata da ciascun gruppo di candidati.

Fermo restando quanto previsto dal comma 1, qualora ciascuna lista debba essere composta da un elenco di candidati presentati secondo un determinato ordine:

-per la prima elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica successiva alla data di entrata in vigore della presente legge, ogni sesso non può altresì essere rappresentato in una successione superiore a tre;

-per la seconda elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica successiva alla data di entrata in vigore della presente legge, ogni sesso non può altresì essere rappresentato in una successione superiore a due.

Per la prima elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica successiva alla data di entrata in vigore della presente legge, per i movimenti e i partiti politici presentatori di liste ovvero di gruppi di candidati che non abbiano rispettato la proporzione di cui al comma 1 o la successione di cui al comma 2, lettera a), l’importo del rimborso per le spese elettorali di cui alla legge 3 giugno 1999, n. 157, e successive modificazioni, è ridotto per ogni candidato in più rispetto alla proporzione o alla successione massima consentite, da un minimo del 10 per cento ad un massimo del 50 per cento in misura direttamente proporzionale al numero totale dei candidati del complesso delle liste o dei gruppi di candidati.

Per la seconda elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, successiva alla data di entrata in vigore della presente legge, non sono ammesse le liste o i gruppi di candidati che non abbiano rispettato la proporzione di cui al comma 1 o la successione di cui al comma 2, lettera b). La disposizione di cui al periodo precedente non si applica nel caso in cui la proporzione o la successione non risultino rispettate a seguito di decesso di un candidato. Nel caso in cui la proporzione o la successione non risultino rispettate a seguito di ricusazione o cancellazione di una candidatura ovvero di rinuncia alla candidatura, si applica in misura doppia la riduzione dell’importo del rimborso per le spese elettorali di cui al comma 3.

Entro tre mesi dalla prima e dalla seconda elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica successive alla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero il Ministro da lui delegato, riferisce alle Camere in ordine all’applicazione della presente legge ed alle misure necessarie per promuovere ulteriormente le pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive…

Stefania è arrabbiatissima!!! Furiosa!... ma non con tutti, si salva solo AN che, grazie alle tenere attenzioni di gianfrancuccio, ha sempre difeso il DDL. (… vi ricordate il tormentone che voleva Stefania e Gianfranco uniti da una tenerissima e galeotta intimità?) E’ arrabbiata con Forza Italia, proprio FI (..tu quoque..) ha fatto richiesta di riesame!!! E’ arrabbiata con la sinistra, in quanto il decreto interesserebbe a tutte le donne, sarebbe trasversale…
Il DDL torna al riesame commissione, e questo vuol dire che, nel malaugurato caso che la affascinante deputata forzista non venga confermata alla guida del ministero delle pari opportunità, dobbiamo dire addio alle quote rosa!

A giudicare dal testo del decreto, si intendeva garantire una soglia massima di differenza di rappresentazione tra i due sessi alle camere.
Una legge, a mio personalissimo avviso, che riduce la sovranità del popolo: chi prende più voti deve essere eletto, senza decisioni arbitrarie che vadano oltre il volere del popolo, ma lo so… la mia è più che un’utopia!
Una domanda… ma non è che la discriminazione sia più tra donne belle e donne brutte che tra uomini e donne?
Anche questa volta te lo sei preso in saccoccia!… Cara Stefania… sarà per un’altra volta!
Ci mancherà il tuo bel visino!



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