\\ PocoBLog : Articolo : Stampa
Metamorfosi di una strana ibernazione forzata
Scritto da Oso (del 27/10/2005 @ 10:20:54, in Diario Pensieri Poesie, linkato 1444 volte)

Er Canaro, al secolo Pietro De Negri, è libero, meglio, è ai domiciliari dopo 16 anni di carcere. In molti ci ricordiamo di quel “fattaccio brutto” che ci fece chiedere “Ma a che punto può arrivare un uomo?”. Se l’è chiesto pure il magistrato, al quale il De Negri rispose: “Dottò, quell’infame non moriva mai. Continuava a respirare. E’ stata dura, ma se rinascessi lo rifarei di nuovo.” Il suo memoriale dal titolo “Metamorfosi di una strana ibernazione forzata” racconta i dettagli di questa storia fatta di piccoli delinquenti, droga, truffe e soprusi che costarono caro a Giancarlo Ricci, un forzuto ex pugile ritrovato un po’ qua un po’ la in una discarica di periferia.
Intanto passa la famigerata legge Moratti, studenti in piazza e rettori in sciopero. Ma l’università italiana piaceva tanto così come era? La domanda proviene da uno studente dottorando che in università ci ha passato quasi 16 anni (quanto il canaro in carcere!) e che ne ha viste di cotte ma soprattutto di crude. Baronato, nepotismo, mobbing, ricatti, concorsi ad personam… una vera immondizia! Il precariato è una realtà, spiacevole, ma normale nelle università di tutta Europa, inoltre questo decreto toglie molti privilegi agli atenei, il più importante dei quali è la gestione da parte del MIUR di tutti i concorsi. E’ prevista la pianificazione delle carriere con passaggi di livello calendarizzati e quantificati. La fine dei baroni. Fanno bene gli studenti a protestare per la precarietà, che comunque parte dal 2013 e cioè tra otto anni! Mi domando se hanno intenzione tutti di diventare professori o ricercatori universitari?
Vorrei dare un consiglio alla onorevola deputata santanchè (minuscola). Deputata di AN, non si fa mancare nulla! Comunque, quel dito se lo tenesse al caldo, non si sa mai!
Magica per una notte. Magica e strepitosa, la Roma espugna San Siro dopo 11 anni grazie ad una straordinaria prestazione sportiva che si può riassumere nel gol del 2a0 del capitano STREPITOSO!!! A parte l’ingiusta espulsione di Totti (uscita con lacrima), “ma come? lo aggrediscono e viene espulso?”, decretata dall’arbitro Rosetti (internazionale?) una giornata eroica per il modo in cui (altri tempi) la Roma difende per più di mezzora il risultato bloccato per fortuna sul finale 2a3.
Da sempre sulla graticola e tra l’incudine di tifosi e giornalisti, la Roma soffre e mostra i segni e le ferite di una gestione societaria a dir poco malsana. Ad meliora! Comunque ecco lo sfogo di un giocatore giallorosso raccolto in albergo da un giornalista (indiscreto.it) alla vigilia della partita di milano (si, minuscolo):
Non ce la faccio più. Sento che sto per esplodere, anche se il più delle volte mi sento svuotato, senza stimoli. L'unica voglia che ho è quella di scappare il più lontano possibile da Roma e dalla Roma. Tutto va male, tutto. La squadra è scarsa: come facevano a pensare che si potesse lottare per le prime posizioni, quando con la stessa squadra l'anno scorso abbiamo appena evitato la retrocessione? I tifosi ci massacrano, prima del derby ci hanno fatto capire, in tremila, che se avessimo perso ci avrebbero ammazzato. Come si sa abbiamo pareggiato, ma ieri ci hanno detto che se perdiamo contro l'Inter accadrà lo stesso. La società non solo non ci difende, ma ci fa del male, volutamente, tramite la stampa locale. So che pare una follia, anche raccontata a chi vive di calcio come voi, ma ci sono dei dirigenti che gonfiano qualsiasi cosa, facendo affermazioni false, per influenzare in modo scientifico i giornalisti. Perché? Semplice, così la colpa è nostra e non della società. Un esempio? A Empoli Chivu ha preso una botta al tallone, niente di grave. Cosa hanno scritto? Che ha una distorsione alla caviglia. Il giorno dopo i tifosi gli dicono che si fa sempre male, che è uno molle. Un altro esempio? Il contratto di Cassano: gli stessi dirigenti ad Antonio dicono una cosa, ai giornalisti un'altra. E così agli occhi della gente quello che fa la brutta figura, il mercenario, risulta essere Cassano. Un altro esempio ancora? Quello che viene fatto con i giovani: un giorno fenomeni, il giorno dopo scarsi. E non è la stampa a cambiare idea da un giorno all'altro, ma proprio chi qui dentro lavora e dovrebbe avere un minimo di coerenza. In questo quadro come fa un giocatore a sacrificarsi davvero per la Roma? Gli stessi dirigenti hanno detto ai giornalisti-amici che sono in quattro, i veri colpevoli dell'andamento cattivo della squadra: Mancini, Chivu, De Rossi e Montella. Ovvio che poi i tifosi, soprattutto quelli volgari e violenti, se la prendano con loro: se io fossi uno di questi quattro aspetterei solo il momento giusto per andarmene. Anzi, lo aspetto lo stesso. Prima del derby le nostre macchine sono state colpite, ci hanno sputato addosso. Poi arriva in macchina Totti e tutti lo baciano, lo adorano. Ma come, per lui sempre baci e per noi sempre sputi? Ma a Roma è così, Totti verrà sempre considerato il migliore, l'unico senza colpe. Alla Roma comandano gli ultras, è pazzesco. Le radio romane dicono quello che vogliono gli stessi tifosi, poi così anche i giornali: senza il minimo senso critico, senza andare a vedere se il personaggio tanto amato dai tifosi sta facendo il furbo. Tremendo. Mancini in estate non ce la faceva più, è arrivato a un punto tale da andare da solo a Milano, alla sede di calciomercato, per cercarsi una squadra. Ha rischiato il linciaggio, al suo ritorno. Tre giorni prima del derby abbiamo giocato a Tromsoe, in Norvegia, in Coppa Uefa. Un freddo cane, molti titolari non hanno giocato e qualcuno è stato in panchina. Un freddo cane, preso inutilmente, se Spalletti non aveva comunque intenzione di far giocare certi elementi. Poi hanno deciso di non tornare subito a Roma, bensì il giorno successivo, a poco più di 48 ore dal derby. Ma come, ci siamo addormentati alle tre del mattino e alle sette ci siamo dovuti svegliare? Poi abbiamo preso un aereo dove non c'era spazio per muovere i piedi, tutti avevamo dei dolori quando siamo scesi, anzi, dico di più, nel secondo tempo del derby sono tornati i dolori. Roma sarà anche una bella città, se sei un turista o una persona normale, ma io non riesco più ad andarci. Vorrei scappare, ma come tutti quelli che vorrebbero scappare ho un contratto. Fortunato Cassano ad essere in scadenza....Veniamo descritti come mercenari, ma in realtà accettiamo di prendere i soldi quando capita e alle condizioni che la società ci propone: solo che nessuno lo scrive. Poi si chiedono perché tutti vogliamo andarcene alla Juventus, al Milan o all'Inter. Il vero problema è che queste tre società non ci cercano...''.