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Un sonetto d'amore
Scritto da Lex (del 16/10/2005 @ 13:12:05, in Diario Pensieri Poesie, linkato 1136 volte)

fu luce il fuoco e pane la luna risentita
il gelsomino duplicò il suo stellato segreto,
e del terribile amore le dolci mani pure
diedero pace ai miei occhi e sole ai miei sensi.

oh amore, come d'improvviso, dalle lacerazioni,
costruisti l'edificio della dolce fermezza,
sconfiggesti l'unghie maligne e gelose
e oggi davanti al mondo siamo come una sola vita.

così fu, così è e così sarà fino a quando,
selvaggio e dolce amore, beneamata Matilde,
il tempo c'indicherà il fiore finale del giorno.

senza te, senza me, senza luce più non saremo:
allora oltre la terra e l'ombra
lo splendore del nostro amore continuerà ad essere vivo.

 

PABLO NERUDA

XIII da "Cento sonetti d'amore"