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Come cogliere la falsità della morte
Scritto da Lex (del 15/10/2005 @ 23:35:38, in Arte Cultura, linkato 1243 volte)

"è una spiaggia importante questa. fu proprio su queste spiagge che camminò Krishna, quello stesso Krishna che disse ad Arjuna, allorchè si preparava a scendere sul campo di battaglia -non ti preoccupare, non avere paura. Non temere di uccidere o di essere ucciso, perchè io ti dico che nessuno muore e nessuno è in grado di uccidere-. Nessuno è mai morto; e ciò che non muore o può morire è già morto; e ciò che non muore e non può essere ucciso non ha alcuna possibilità di morire: è la vita stessa. Questa sera ci siamo inaspettatamente riuniti sulla stessa spiaggia dove una tempo camminava Krishna, queste spiagge hanno visto Krishna camminare. La gente deve aver creduto che Krishna sia morto veramente, poichè noi conosciamo la morte come unica verità, per noi tutti muoiono. questo mare e queste sabbie non hanno mai avuto la sensazione che Krishna morisse, questo cielo, queste stelle e questa luna non hanno mai creduto alla morte di Krishna. In realtà, nella vita non c'è posto per la morte, ma tutti hanno creduto che Krishna fosse morto. Anche noi lo crediamo, perchè siamo ossessionati dal pensiero della nostra morte. Perchè ci preoccupa tanto?..............

.......questa paura è legata ad una logica ben precisa, una logica molto interessante. Non abbiamo mai visto noi stessi morire, ma abbiamo visto morire gli altri, e questo ci rafforza l'idea che anche noi dovremmo morire. Cerca di comprendere questo tramite un esempio: una goccia vive nell'oceano insieme a migliaia di altre gocce, ma un giorno i raggi del sole la colpiscono, trasformandola in vapore e facendola sparire. Le altre gocce pensano che sia morta, e hanno ragione, poichè hanno visto questa goccia un attimo prima, ed ora è scomparsa. Eppure la goccia esiste ancora nelle nuvole, e a quest'ora sarà già ricaduta in mare, tornando ad essere una goccia. ma come faranno le altre goccie a saperlo senza compiere loro stesse quel viaggio?

Osho "l'immortalità dell'anima"